:: news letter .. Novembre-Dicembre 2014

EVENTI SCIENTIFICI

(A) PROGETTO PIANETI EXTRASOLARI

Nei mesi di novembre e dicembre i ricercatori coinvolti nel progetto di ricerca APACHE hanno continuato ad osservare i target stellari ritenuti interessanti per la ricerca di pianeti di tipo terrestre in zona di abitabilità ed è continuata la collaborazione con il TNG e con altri osservatori terrestri per l’analisi degli spettri delle stelle che emettono segnali rilevati a Saint-Barthélemy e ritenuti interessanti per il progetto.
Dal 5 al 7 novembre si è svolto a Roma l’incontro nazionale "La ricerca dei pianeti extrasolari in Italia" presso la sede dell’INAF. Per l’OAVdA ha partecipato il responsabile della Ricerca scientifica Dott. Paolo Calcidese.


(B) PROGETTO ASTEROIDI

Nei mesi di novembre e dicembre si è entrati nel pieno di una campagna di osservazioni fotometriche dei Near Earth Asteroid (NEA) che nel periodo hanno avuto un flyby con la Terra. Queste osservazioni, il cui scopo è la ricerca di asteroidi "Large Super-Fast Rotator" e sistemi binari, sono l'oggetto della tesi di laurea di Silvia Monte, studentessa del Dipartimento di Fisica dell'Università di Torino. Sono stati osservati i NEA: (68267) 2001 EA16, (4401) Aditi, (85713) 1998 SS49, 2014 VQ, (214088) 2004 JN13 e (85804) 1998 WQ5. Come asteroide "test" è stato scelto il MBA (1355) Magoeba.

Fra i NEA osservati è stato scoperto un asteroide che ha un periodo di rotazione di soli 7 minuti e un diametro compreso fra 200 e 300 m, un oggetto border-line fra corpi monolitici e "rubble pile". Su questo interessante oggetto è in corso una collaborazione internazionale con P. Pravec dell'Osservatorio di Ondrejov (Repubblica Ceca) che ha utilizzato un telescopio da 1,5 m di diametro a La Silla in Cile per determinarne gli indici di colore.

La durata della tesi è stata prolungata fino a fine gennaio 2015, per includere anche le osservazioni dell'asteroide di tipo Apollo 2004 BL86 che il 26 gennaio 2015 si troverà a circa 1 milione di km dalla Terra. I risultati fotometrici sui NEA saranno l'oggetto di un poster scientifico che verrà presentato al XII Congresso Nazionale di Scienze Planetarie che si terrà a Bormio del 2 al 6 febbraio 2015.

Nel periodo sono stati anche pubblicati due importanti paper scientifici sulla rivista internazionale Icarus, il punto di riferimento per quanto riguarda gli studi sul Sistema Solare, entrambi frutto di collaborazioni internazionali:

1- B. Carry et al. (tra cui A. Carbognani), “The small binary asteroid (939) Isberga”, Icarus, Vol. 248, 1 March 2015, Pag. 516-525.A. Carbognani et al., “The small binary asteroid (939) Isberga”, Icarus, Vol. 248, 1 March 2015, Pag. 516-525.

2 - Tracy M. Becker et al. (tra cui A. Carbognani), “Physical model of triple near-Earth asteroid (153591) 2001 SN263 from radar and optical light curve observations”, Icarus, Volume 248, 1 March 2015, Pag. 499–515.

Si tratta di articoli innovativi perché fondono fra di loro tecniche fotometriche, interferometriche e radar per caratterizzare il sistema binario di (939) Isberga e il primo NEA triplo mai scoperto: (153591) 2001 SN263. In entrambi i casi il Dott. Carbognani, responsabile del Progetto Asteroidi dell'OAVdA, ha contribuito con osservazioni di tipo fotometrico e compare fra i coautori.

(C) PROGETTO CORONA SOLARE

Il Progetto Corona Solare contempla il lavoro di calibrazione di un innovativo strumento con filtro a cristalli liquidi (il CorMag) per studiare lo stato di polarizzazione della luce prodotta dalla fotosfera e diffusa dagli elettroni liberi nella corona solare. Si tratta del prototipo per i polarimetri che nei prossimi anni voleranno a bordo di missioni spaziali della European Space Agency (ESA). Dal 14 novembre e per tutta la settimana successiva, il coordinatore della ricerca scientifica dell’OAVdA Paolo Calcidese ha partecipato a una missione scientifica dell’INAF-OATo, nell’ambito dell’ esperimento EK-Pol, presso il Lomnicky Stit Observatory in Slovacchia dove è installato un coronografo (strumento in grado di produrre eclissi solari artificiali), su cui verranno montati la camera CCD e il Polarimetro che sono stati testati dall’equipe dell’OAVdA e dell’INAF-OATo in Libia e in Polinesia, rispettivamente nel 2006 e nel 2010, per ottimizzare e caratterizzare meglio questo strumento. Il CorMag fa parte del progetto scientifico Aspiics coordinato, per il contributo italiano, dall’Osservatorio Astrofisico di Torino. Si tratta di un coronografo solare di grandissime dimensioni che sarà ospitato sulla sonda spaziale Proba-3 dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) con lancio previsto nel 2018. Si tratta del primo telescopio a utilizzare satelliti in formazione di volo, per realizzare eclissi artificiali nello spazio. Parte della strumentazione sarà utilizzata anche nell’ambito di un altro programma scientifico dell’ESA chiamato Metis, durante la missione Solar Orbiter, prevista sempre per il 2018, caratterizzata da un’orbita che porterà la sonda a una vicinanza dal Sole mai raggiunta prima.

(C) COLLABORAZIONE CON L’IRAIT (The International Robotic Antarctic Infrared Telescope)


Il ricercatore dell’OAVdA Jean Marc Christille dal 15 ottobre si trova in Antartide per occuparsi della robotizzazione dell’IRAIT, sito alla base italo francese Dome C, presso Concordia station.
Nel 1994 Paolo Maffei, grande astrofisico italiano allora docente all’Università degli Studi di Perugia, fu tra i primi a sottolineare i vantaggi per l’osservazione astronomica, specialmente nella banda dell’infrarosso, di un telescopio posizionato nelle regioni più interne dell’Antartide. Partì così un pioneristico progetto che, dopo la scomparsa di Maffei nel 2009, si è evoluto in quello che oggi è noto come International Telescope Maffei (ITM), un innovativo telescopio robotizzato da 80 cm di apertura per osservazioni nell’infrarosso posto alla stazione di ricerca italo-francese Concordia, in una zona del plateau antartico chiamata in inglese Dome C.
Il progetto ITM, guidato dall’Università degli Studi di Perugia, è frutto della collaborazione tra istituti francesi, spagnoli e italiani. Dal 2014 vi partecipa anche la Fondazione Clément Fillietroz-ONLUS, che gestisce l’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta (OAVdA) e il Planetario di Lignan, a Saint-Barthélemy. Si tratta di un contributo importante: Jean Marc Christille, giovane astrofisico valdostano e ricercatore con borsa FSE all’OAVdA, riveste infatti il delicato ruolo di Project Manager di ITM, coordinando le complesse attività di un gruppo internazionale di scienziati e tecnici.

PARTECIPAZIONE A CONGRESSI

Lunedì 24 novembre 2014 Andrea Bernagozzi, ricercatore dell'Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle e dell'Unità di ricerca Atlas per il trasferimento tecnologico, ha partecipato al workshop "Tools, best practices and methodologies for Technology Transfer", che si è svolto al quartier generale di European Southern Observatory (ESO), a Garching, vicino a Monaco di Baviera (Germania).
La Fondazione Clément Fillietroz-ONLUS, che gestisce l'Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d'Aosta e il Planetario di Lignan, è impegnata nel campo del trasferimento tecnologico in qualità di capofila dell'Unità di ricerca Atlas, avviata in data 1° marzo 2013 grazie a contributi ottenuti partecipando alla 2^ scadenza del “Bando per la creazione e sviluppo di Unità di ricerca”, approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 1988 del 26 agosto 2011 e successive modificazioni nell’ambito dei programmi operativi “FESR COMPETITIVITÀ REGIONALE 2007/2013” e “FSE Occupazione 2007/2013”. I partner dell’Unità di ricerca, formalmente un'associazione temporanea di scopo, sono la Fondazione e Novasis Innovazione Srl, piccola impresa insediata nella Pepiniérè di Pont-Saint-Martin specializzata in sensoristica, meccatronica e machine vision.
L’Unità di ricerca Atlas si pone l’obiettivo della produzione di nuove conoscenze, metodologie e tecnologie per lo sviluppo di sistemi innovativi per la collezione, gestione, elaborazione e calssificazione in modo automatico di dati in input, in particolare di file immagine, e di sistemi robotizzati per la movimentazione di parti meccaniche sulla base degli output prodotti dal sistema stesso.
L'incontro in Germania era organizzato nell'ambito del network ASTRONET (www.astronet-eu.org), struttura supportata dalla Commissione Europea con lo scopo di stabilire le migliori procedure per lo sviluppo di una strategia coerente a livello continentale per la ricerca astronomica; tra i membri di ASTRONET organizzazioni internazionali, come ESO e European Space Agency (ESA), e nazionali, come il britannico Science and Technology Facilities Council (STFC) e l'italiano Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

Obiettivo dichiarato del workshop era lo scambio di esperienze e buone pratiche per individuare modalità efficaci di promozione e attuazione del trasferimento tecnologico nel caso particolare dell'astronomia. Per questo motivo erano presenti anche rappresentanti del consorzio EIROforum, che riunisce gli otto maggiori istituti di ricerca europei nelle varie discipline scientifiche e non solo l'astronomia, come CERN, l'organizzazione europea per le ricerche nucleari con sede in Svizzera, European Synchrotron Radiation Facility (ESRF), con sede in Regno Unito, e lo European X-ray Free Electron Laser (European XFEL), sito in Germania. Anche ESO e ESA partecipano a EIROforum.

I relatori hanno illustrato gli strumenti da utilizzare nelle varie fasi del processo di trasferimento tecnologico, dall'elaborazione di una soluzione innovativa nell'ambito di un progetto di ricerca alla sua valorizzazione in altri contesti applicativi, dai rapporti con l'industria a quelli con la società nel senso più generale del termine, dal ruolo del networking per favorire la collaborazione alla delicata tematica della proprietà intellettuale.

La Fondazione Clément Fillietroz-ONLUS, pur non appartenendo a ASTRONET e EIROforum, ha ricevuto l'invito a partecipare al workshop direttamente dagli organizzatori grazie alle attività svolte nel trasferimento tecnologico. E' stata rappresentata dal ricercatore Andrea Bernagozzi, assegnatario di una borsa FSE come ricercatore responsabile di Unità operativa (Team leader), che nell'ambito dell'Unità di ricerca Atlas gode anche di un buono FSE per Visiting Researcher, grazie al quale durante l'estate 2013 ha svolto un intenso periodo di lavoro al quartier generale di ESO in Germania su alcune tematiche di comunicazione del trasferimento tecnologico affrontate anche in questo incontro.

La documentazione relativa al workshop si può trovare al seguente indirizzo web:
http://www.eso.org/public/events/special-evt/astronet2014/

 

UNITA' DI RICERCA ATLAS

Mercoledì 12 novembre si è svolta la visita di monitoraggio per i progetti dell’Unità di Ricerca Atlas. In particolare per i progetti R2DB2 e C4PO si è trattato della terza visita, mentre per il progetto SITH della seconda.

(A) R2DB2 (Retrieving and Treatment Onto DataBase exploiTatiOn

Nei mesi di novembre e dicembre si è lavorato al WP4 al Work Package n° 4 “Validazione del sistema”, allo scopo di sviluppare funzioni del database intelligente. L’obiettivo del WP4 è di verificare il corretto funzionamento dell’intero sistema, dall’estrazione delle informazioni dalle immagini all’interrogazione del database. Per il raggiungimento di queste finalità, il ricercatore Dott. Jean-Marc Christille sta contribuendo al processo di validazione operando in missione nella base italo-francese Concordia in Antartide, per la verifica indipendente del sistema applicato al progetto ITM/IRAIT, guidato dall’Università degli Studi di Perugia con istituti spagnoli e francesi.


(B) C4PO (Control FOR Process Organization)

Nei mesi di novembre e dicembre si è lavorato alla finalizzazione del Work package n° 3 “Attuazione” e al Work Package n° 4 “Validazione” per ottenere l’analisi del dominio delle features e l’individuazione della funzione ottimale di rimappatura, nonché lo sviluppo hardware e software su piattaforma Open Source ARDUINO per l’attuazione. Come già detto per R2DB2, il ricercatore Dott. Jean-Marc Christille sta contribuendo al processo di validazione operando in missione nella base italo-francese Concordia in Antartide, per la verifica indipendente del sistema applicato al progetto ITM/IRAIT, guidato dall’Università degli Studi di Perugia con istituti spagnoli e francesi.


(C) PROGETTO SITH (Sistema di fusIone daTi/Hardware)


Nei mesi di novembre e dicembre si è lavorato al Work Package n° 3. Si è lavorato a determinare l’algoritmo ottimale di Information Fusion e quello di Data Modeling considerando le feature estratte dai set di dati e i metadati associati; nonché alla determinazione dell’algoritmo ottimale per la registrazione delle informazioni risultanti nel database interno del sistema e all’acquisizione del set di dati successivo determinare l’algoritmo ottimale di machine learning per il training.

 

EVENTI DIVULGATIVI

Nel mese di novembre si è svolto un corso di astronomia, organizzato dall’OAVdA. Il corso è stato studiato appositamente per dare le basi essenziali del sapere astronomico e sull’utilizzo del telescopio. Il corso era diviso in una parte teorica, che si è svolta presso il Comune di Nus, e una parte pratica, presso l’OAVdA. Le lezioni sono state tenute dal Dott. Albino Carbognani, Responsabile del Progetto di Ricerca sugli asteroidi. I temi trattati hanno riguardato il Sole e il Sistema Solare (1 h), le stelle e la loro evoluzione (1 h), le galassie e la cosmologia (1 h), il telescopio (1 h). Il corso ha visto la partecipazione di 26 iscritti.

Mercoledì 12 novembre - conferenza d’autunno alle ore 21,00 presso la Sala conferenze della Biblioteca Regionale di Aosta, via Torre del Lebbroso 2. Il Relatore era il Dott. Andrea Bernagozzi, ricercatore dell’OAVdA, e il titolo della conferenza “COMUNICARE CON GLI EXTRATERRESTRI? 1974-2014: 40 anni della trasmissione verso le stelle del messaggio dal radiotelescopio di Arecibo”. L’evento, che ha visto un grande afflusso di pubblico, era un appuntamento ufficiale dell’Anno Internazionale della Luce e delle Tecnologie basate sulla Luce 2015.


Sabato 22 novembre – Evento “Aperitivo con la Luna” dalle 17,30 alle 20,00 presso l’OAVdA, un happy-hour scientifico caratterizzato dall’osservazione della Luna, sia a occhio nudo sia con i telescopi, nella magica luce del crepuscolo serale. Per l’occasione si è utilizzato anche un piccolo cannocchiale simile a quello usato da Galileo Galilei.


Giovedì 11 dicembre – L'Osservatorio Astronomico e il Planetario sono stati protagonisti, nell'ambito del ciclo di conferenze "Giovediamoci" organizzato dal Comune di NUS, di una serata di presentazione delle attività della Fondazione. Il Segretario Scientifico Paolo Recaldini ha sostituito il Direttore, temporaneamente assente per motivi di salute, descrivendo il lavoro svolto negli ultimi 10 anni, mentre il Responsabile del Planetario, Dott. Paolo Pellissier, ha illustrato le attività della struttura da lui coordinata. Il ricercatore Dott. Davide Cenadelli ha presentato la seconda edizione dell’ESO Astronomy Camp, evento eccezionale che ha caratterizzato il fine anno a Saint-Barthélemy, mentre i ricercatori Dott. Paolo Calcidese e Dott. Albino Carbognani sono intervenuti per raccontare le loro ultime missioni scientifiche all'estero e le scoperte astronomiche avvenute in questi anni proprio in Osservatorio.


Venerdì 19 dicembre – Il ricercatore dell’OAVdA Dott. Andrea Bernagozzi ha partecipato alla conferenza annuale “SGUARDO SUL FUTURO, costruiamo e realizziamo il futuro”, evento congiunto del Fondo Sociale Europeo e Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FSE e FESR), presso la Sala della Biblioteca Regionale, per presentare le attività dell’OAVdA nell’ambito dell’Unità di Ricerca Atlas.


Domenica 21 dicembre – Alcuni membri della Fondazione Clément Fillietroz hanno presenziato alla mostra mercato “Noel Nevèn” organizzata dal Comune di Nus in occasione delle festività natalizie. Per l’evento è stato allestito un “banchetto” per presentare le attività dell’Osservatorio astronomico e del Planetario.

EVENTI DIDATTICI

Dal 26 dicembre 2014 al 1° gennaio 2015 si è tenuta a Saint-Barthélemy la seconda edizione dell’ESO Astronomy Camp. 57 giovani provenienti da 4 continenti, selezionati su 299 domande giunte da 25 nazioni, 23 borse di studio distribuite da 11 enti tra centri di ricerca, istituti scientifici, università: basterebbero questi numeri a dare un’idea del successo della seconda edizione di ESO Astronomy Camp, stage internazionale di astronomia per studenti tra i 16 e i 18 anni. Come l’anno scorso, il Camp si è svolto a Saint-Barthélemy, promosso da ESO (European Southern Observatory), la società olandese Sterrenlab, organizzatrice di eventi di comunicazione e didattica della scienza, e la Fondazione Clément Fillietroz-ONLUS, che gestisce l’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta e il Planetario di Lignan.
ESO è la principale organizzazione intergovernativa per la ricerca astronomica in Europa e una delle maggiori al mondo. Con i suoi telescopi all’avanguardia, posti su cime inaccessibili delle Ande cilene, gli astronomi hanno compiuto scoperte fondamentali quanto quelle del telescopio spaziale Hubble. ESO ha uno standard qualitativo altrettanto alto anche per la didattica, quindi la scelta di Saint-Barthélemy come sede anche della seconda edizione dello stage è per la Fondazione Fillietroz un riconoscimento importante sia per quanto riguarda la competenza del nostro staff che per l’unicità della nostra struttura, dotata di strumentazione e spazi ottimali per questa iniziativa.
27 ragazze e 30 ragazzi in rappresentanza di 21 nazioni, tra cui Hong Kong, Messico, Egitto e USA, sono stati selezionati, attraverso la rete di ESO Science Outreach Network, tra un numero di candidati doppio rispetto allo scorso anno. Il tema portante di questa edizione è stata la misura delle distanze in astronomia. Sotto la guida dei ricercatori dell'OAVdA Dott Davide Cenadelli (che ha tenuto gran parte delle lezioni) e Dott Albino Carbognani (che ha coadiuvato gli studenti nelle osservazioni con il Telescopio Principale dell'Osservatorio), sono state analizzate le varie tecniche che permettono di stimare la distanza degli astri, anche con una speciale proiezione al Planetario, e si è misurata la distanza delle stelle e degli ammassi stellari anche utilizzando lo spettroscopio messo a disposizione dallo Science Centre della Valle d’Aosta, voluto dall’Assessorato regionale Istruzione e Cultura. Le lezioni di ricercatori di ESO e delle università di Ginevra in Svizzera, Valencia in Spagna e Çag in Turchia hanno completato un programma ampliato nei tempi e nei contenuti rispetto all’anno precedente.
Gli studenti hanno anche imparato a conoscere la Valle d’Aosta, diventando ideali ambasciatori della nostra Regione nei Paesi d’origine. Sterrenlab ha previsto attività naturalistiche e sportive, come ciaspolate e lezioni di sci di fondo alla pista di Porliod. Inoltre è stata organizzata un’uscita a Cervinia in occasione dei 150 anni dalla prima scalata del Cervino. Il Comune di Valtournenche ha fornito la logistica necessaria in loco.
Un momento speciale è stato il cenone dell’ultimo dell’anno, che ha chiuso in festa la seconda edizione di ESO Astronomy Camp. In un mix di lingue e culture, hanno fatto da collante l’inglese, la passione per le stelle e la curiosità per i piatti tipici della tradizione valdostana, preparati e serviti dall’equipe dell’Ostello per la gioventù di Lignan, dove gli studenti hanno alloggiato durante la manifestazione.

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