:: news letter .. Novembre-Dicembre 2016


EVENTI SCIENTIFICI

(A) PROGETTO PIANETI EXTRASOLARI

Nel bimestre novembre e dicembre i ricercatori coinvolti nel progetto di ricerca APACHE hanno continuato ad osservare i target stellari ritenuti interessanti per la ricerca di pianeti di tipo terrestre nella zona di abitabilità.

In questo periodo è iniziata anche una analisi approfondita delle curve di luce stellari aventi almeno diverse centinaia di punti fotometrici, togliendo le immagini di bassa qualità in modo da ottimizzare verso l'alto il rapporto segnale/rumore.

Grazie a questa analisi, che richiede parecchio tempo per ogni singola stella, sono state riscoperte in modo indipendente una binaria ad eclissi e una stella variabile del tipo T-Tauri. Fra i target sono anche uscite tre nane rosse che mostravano delle attenuazioni di luce compatibili con dei candidati transiti planetari.

In questo tipo di ricerca però non basta osservare un evento una tantum. Per questo motivo a inizio dicembre una delle stelle che mostrava dei possibili transiti è stata fatta oggetto di osservazioni mirate di follow-up per alcuni giorni di fila, per cercare di osservare un ulteriore transito. Purtroppo le osservazioni hanno dato esito negativo. A mano a mano che la riduzione dati approfondita andrà avanti si spera di avere altri candidati transiti da verificare.

Infine, nella prima metà di dicembre si è tenuta all'Osservatorio Astrofisico di Torino una riunione del Board del Progetto APACHE per programmare al meglio le attività degli ultimi sette mesi della survey, il cui termine nominale è previsto per il 31 luglio 2017.

 

(B) PROGETTO ASTEROIDI

 

Nei mesi di novembre e dicembre , complici le notti lunghe e trasparenti, sono state fatte osservazioni fotometriche su una serie di asteroidi near-Earth che, nel periodo, hanno fatto il flyby con la Terra. Lo scopo è la ricerca di nuovi asteroidi del tipo Large-Super Fast Rotator, cioè oggetti con un diametro superiore ai 150 metri ma con un periodo di rotazione inferiore alle 2 ore. Sono state osservate e analizzate le curve di luce di 2006 UM, 2005 TF, 2002 WP, 1998 XB, 2016 NL15 e 2016 XH1.

In particolare 2002 WP si è mostrato un oggetto interessante con una curva di luce convessa, tipica di un sistema binario a contatto come 2007 VD12, che era stato seguito anni fa dall'OAVdA e osservato con il radar di Goldstone.

A metà novembre i referee del Minor Planet Bulletin hanno accettato l'articolo inviato ad ottobre. Il paper, dal titolo "ASTEROIDS LIGHTCURVES ANALYSIS AT OAVDA: 2016 JANUARY – OCTOBER" è stato pubblicato nel numero di gennaio-marzo 2017.

Ad inizio dicembre è entrata in funzione una prima versione del sistema di alert automatico della Gaia-FUN-SSO (Gaia Follow-Up Network Solar System Object), riguardante gli asteroidi candidati near-Earth segnalati dalla missione spaziale Gaia dell'ESA. Il campo di incertezza all'interno del quale confermare gli asteroidi è ancora piuttosto vasto, rispetto al campo di vista del Telescopio Principale dell'OAVdA. In ogni caso osservazioni di conferma dei candidati NEA di Gaia sono previste per la prima metà di gennaio 2017.

Infine, il 29 novembre e il 21 dicembre si sono tenute le prime due riunioni del Comitato Tecnico della rete all-sky PRISMA, coordinata dall'Osservatorio Astrofisico di Torino, di cui avevamo dato notizia nella newsletter precedente. Le due riunioni sono servite per organizzare le risorse umane all'interno del Comitato stesso, in modo da renderlo operativo. Il 12 dicembre si è avuta una analoga riunione del Comitato Scientifico di PRISMA.

 

(C) PROGETTO CORONA SOLARE

 


Il progetto è attualmente in stand-by.

 

(D) PROGETTO IRAIT

 

Il progetto IRAIT gestisce dal 2006 un telescopio da 80 cm presso la base franco/italiana di Concordia. Acronimo di International Robotic Antarctic Infrared Telescope, IRAIT è un telescopio robotico dotato di strumenti per osservare il cielo infrarosso, collocato su una cima antartica di nome Dome C a 3233 metri s.l.m.

L'altopiano antartico è un sito eccezionale per fare astronomia: le basse temperature, attorno ai -80 gradi d'inverno e -30 gradi d'estate, venti con velocità che non superano pochi chilometri orari, e la bassissima umidità, paragonabile a quella di una regione desertica, rendono l'atmosfera estremamente trasparente e stabile. Questa località è una delle migliori al mondo per l'astronomia infrarossa, ottica o radio, al prezzo però delle durissime condizioni ambientali alle quali gli strumenti e il personale che li opera sono sottoposti, e a una grande complessità logistica, paragonabile per certi versi a quella necessaria per una missione scientifica nello spazio.

A novembre è finalmente partita la tanto attesa XXXII Campagna Estiva Antartica, che ha richiesto un grande lavoro di preparazione. Appena arrivati alla Base, il 12 novembre , dopo un breve pit-stop a Mario Zucchelli Station , i nostri intrepidi ricercatori Stefano Sartor e Michele Maris, entrambi di OATs, assieme al collega Yuri De Pra, arrivato qualche giorno dopo, hanno ridato luce al telescopio ed al laboratorio... parzialmente sepolti dal ghiaccio accumulatosi durante l'inverno antartico. Così ci si sgranchisce le ossa a Dome C!

Dopo un primo sopralluogo è parso che tutta la strumentazione fosse in ottime condizioni e che tutto il materiale spedito dall'Italia in agosto fosse arrivato. Sono iniziati i primi lavori per predisporre la collimazione delle ottiche in seguito al loro smontaggio durante la missione precedente.

Contemporaneamente a di Perugia erano in corso i preparativi in officina per spedire per tempo il materiale ottico che si è dovuto realizzare in tempi record durante l'ultimo anno.

Il team di Dome C si è occupato di raffinare il sistema di puntamento del telescopio e di “re-ingegnerizzare” alcune soluzioni un po' creative messe in pratica durante l'inverno scorso per mantenere il telescopio attivo.

Ha lavorato a sviluppare i nuovi driver per il tiltometro di ITM affinché sia sempre nota la sua inclinazione rispetto al piano dell'orizzonte: questo perché in Antartide il team si trova su di un ghiacciaio che si muove di decine di millimetri l'anno verso nord.

Altri lavori elettronici e meccanici erano in schedula, ma il quadro completo per l'effettiva riuscita della missione lo si è avuto solo a gennaio quando tutte le piccole attività svolte durante la campagna estiva hanno iniziato a fondersi in una danza del telescopio alla ricerca delle tanto attese AGB.

 

 

(E) PROGETTO NUCLEI GALATTICI ATTIVI

 

Da novembre è ripresa l'attività scientifica di osservazione e studio dei Nuclei Galattici Attivi, in particolare quelli appartenenti alla categoria dei blazar. Il mese di dicembre è stato molto proficuo poiché abbiamo ricevuto dal consorzio internazionale WEBT (Whole Earth Blazar Telescope) un alert per un blazar che iniziava ad aumentare la propria luminosità in modo significativo: CTA 102 nella costellazione di Pegaso, posto a 8,1 miliardi di anni luce dalla Terra. Subito dall'Osservatorio abbiamo iniziato il monitoraggio che è proseguito per i primi 20 giorni di dicembre. I dati fotometrici ottenuti in OAVdA sono stati notevoli, tanto che dal WEBT sono partiti due "Astronomer's Telegram" per avvisare la comunità scientifica internazionale che CTA 102 stava incrementando notevolmente la sua luminosità tanto da arrivare ad essere circa 500 volte più luminoso del normale. Qui i link ai due telegrammi, del 2 e 16 dicembre 2016:

http://www.astronomerstelegram.org/?read=9821

http://www.astronomerstelegram.org/?read=9868

I telegrammi astronomici hanno visto come primo firmatario Paolo Calcidese, ed il WEBT ha voluto intitolare il secondo "CTA 102 brightens up to the most luminous optical blazar state ever detected", da cui si evince che il picco di luminosità osservato dall'OAVdA è entrato di tutto diritto nella storia di CTA 102. Successivamente il blazar ha avuto altri picchi di luminosità, notevole quello di fine anno nei raggi X, paragonabili o anche superiori a quello osservato dall'OAVdA. Le osservazioni coordinate dal WEBT stanno continuando e fra qualche mese uscirà la pubblicazione scientifica relativa a CTA 102 a cui l'OAVdA parteciperà con più di 1.800 punti fotometrici.

 

TRASFERIMENTO TECNOLOGICO

 

In data 11 novembre 2016 il Direttore Jean Marc Christille e il ricercatore Andrea Bernagozzi hanno partecipato, nella sede di Environment Park a Torino, all'evento "Polo Energy and Clean Technologies, opportunità per le imprese e nuovi bandi per l'innovazione". Il direttore ha presentato le attività di Technology Transfer in cui è coinvolto il nostro centro di ricerca e cultura scientifica nell'ambito delle Unità di ricerca Atlas, esperienza ora conclusa, SIP e GAIA, le cui attività sono in corso. Al termine dell'incontro Christille e Bernagozzi hanno discusso alcune opportunità di collaborazione con esponenti di imprese e istituti di ricerca, grazie a tavoli di lavoro dedicati.

 

 

UNITA' DI RICERCA SIP (Sistemi Integrati e Predittivi)

L'unità di ricerca SIP intende sviluppare strumenti per indagare l'alterazione nel tempo di vari materiali attraverso tecniche non invasive di monitoraggio delle superfici accessibili e modelli teorici capaci di prevedere l'avanzamento dei processi in atto. Queste informazioni permetteranno di attivare la manutenzione o la sostituzione dei materiali prima che possano diventare un problema per le attività produttive o un rischio per la sicurezza.

Il partenariato è composto da Fondazione Clément Fillietroz-ONLUS (capofila), Regione Autonoma Valle d'Aosta – Assessorato Istruzione Cultura – Dipartimento Soprintendenza per i Beni e le Attività Culturali – Struttura Analisi e Progetti Cofinanziati (partner amministrazione pubblica), Novasis Innovazione Srl (partner impresa), Aisico Srl (partner impresa).

Il Programma di ricerca, attivato il 1° luglio 2016 e con una durata di 36 mesi, comprende tre Progetti operativi: Smart, Roma e Pif. Ogni Progetto operativo presenta un alto grado di innovazione considerato sia in sé, sia integrato con gli altri.

 

Progetto Smart (Sensori multidimensionali e reti ):

Il Progetto operativo Smart (Sensori Multidimensionali e Reti) riguarda la costruzione di un'innovativa rete sensoristica multidimensionale fissa in grado di monitorare in modo continuo e affidabile siti di pregio artistico e culturale. La rete sarà caratterizzata da bassi costi di installazione e gestione, garantiti grazie ad un'elevata autonomia energetica e all'architettura plug & play in grado di riconoscere automaticamente nuovi nodi sensoriali. I dati ottenuti, una volta validati, vengono immagazzinati in cloud, eventualmente anche in modalità open, per la loro elaborazione, analisi e per la visualizzazione del dato aggregato o puntuale.

Smart utilizzerà come caso di studio il monitoraggio dei beni culturali, ma il Progetto operativo potrà essere applicato anche in altri ambiti come il controllo dei processi industriali, la sicurezza del territorio e la tutela ambientale. Il progetto Smart si articola in sei Work Package (WP).

 

Nei mesi di novembre e dicembre si è sviluppato il WP2, il cui scopo è di individuare i requisiti al fine di definire le specifiche. Questa attività è declinata a differenti livelli: il primo è relativo al sistema e pertanto afferisce ai casi applicativi individuati e all'eventualità di individuare differenti materiali indicatori su cui eseguire dei test in situ; il secondo riguarda i sottosistemi/componenti e quindi la rete sensoristica, con legami al progetto Roma; infine il terzo verte sulla tipologia di dati raccolti, anche con la possibilità di impiegare dati derivanti da campagne di monitoraggio pregresse, ed ha uno stretto legame con il progetto Pif. La definizione delle specifiche deve consentire di guidare le attività di progettazione mentre la tabella dei requisiti deve fornire un elemento oggettivo per la verifica degli obiettivi del progetto raggiunti.

 

Progetto Roma (Robot Multisensori e Ambientali ):

 

Il Progetto operativo Roma  è finalizzato alla realizzazione di piattaforme mobili robotizzate, aeree e terrestri, equipaggiate con sensori per misurazioni contactless e monitoraggi ambientali per acquisire dati sulla cinematica di invecchiamento dei materiali. Il Progetto operativo prevede quindi la realizzazione di piattaforme innovative in grado di operare in sicurezza anche in ambienti critici altamente urbanizzati e lo sviluppo di una sensoristica opportunatamente miniaturizzata in modo da poter essere caricata a bordo delle piattaforme stesse.

Roma utilizzerà come caso di studio il monitoraggio dei beni culturali, ma il Progetto operativo potrà essere applicato anche in altri ambiti come il controllo delle infrastrutture, la sicurezza del territorio e la tutela ambientale. Il progetto si articola in sei WP.

 

Nei mesi di novembre e dicembre si è sviluppato il WP2, che ha come obiettivo la definizione degli ambiti e le modalità di indagine per caratterizzare l'invecchiamento dei materiali e la definizione delle specifiche costruttive di robot multisensoriali e delle tipologie di camere per analisi spettrali a banda fine. Durante il WP2 si procede anche con la messa a punto del format di Input/output dei dati in sinergia con il progetto PIF.

 

Progetto Pif (Previsioni via Information Fusion) :

 

Il Progetto operativo Pif ha l'obiettivo di costruire un sistema informatico in grado di dare indicazioni sull'evoluzione futura dello stato di degrado di un materiale, attendibili anche a lungo termine e oggettivabili a partire da una base di dati eterogenei per fonte, natura fisica e qualità scientifica. Il grado di innovatività di Pif è sottolineato dal fatto che non è attualmente disponibile un sistema dotato di una simile facoltà precognitiva con strumenti dal costo sostenibile.

Pif utilizzerà come caso di studio il monitoraggio dei beni culturali, ma il Progetto operativo potrà essere applicato anche in altri ambiti come il controllo dei macchinari industriali e delle infrastrutture, la sicurezza del territorio e la tutela ambientale.

Il Progetto operativo Pif si articola in sei Work Package.

 

Nei mesi di novembre e dicembre si è lavorato al WP2, che si prefigge di individuare in maniera dettagliata i requisiti e le specifiche per il sistema di modellazione predittiva applicato allo studio dei materiali.

 

In data 14 novembre 2016 il ricercatore Matteo Calabrese, assegnatario di una borsa FSE per l'UdR SIP, ha partecipato all'incontro a Palazzo regionale di Aosta dedicato alle "Agevolazioni per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, riservate alle imprese valdostane grazie alla cooperazione interregionale tra Valle d'Aosta e Piemonte, Aosta".

 

In data 16 dicembre 2016 , nella sede dell'Ufficio Progetti Cofinanziati dell'Assessorato Istruzione e Cultura in Aosta, si è svolta la prima visita di monitoraggio da parte dei referenti regionali. I ricercatori dei partner dell'UdR SIP hanno illustrato i lavori svolti e quelli in corso, con piena soddisfazione di tutti i partecipanti.

 

 

UNITA' DI RICERCA GAIA (GeocAratterizzazione Integrata di aerosol)

 

 

Progetto Arbol ( ARray di BOLometri ) :

Il progetto ARBOL prevede la realizzazione di un array bidimensionale di bolometri calibrati, dotati di una maschera multispettrale per la determinazione delle diverse componenti a bassa risoluzione spettrale al fine di caratterizzare la distribuzione di luce diffusa intorno al Sole dal particolato sospeso in atmosfera. Questa luce diffusa, detta aureola, contiene informazioni sulle caratteristiche dello strato di aerosol che l'ha prodotta: risulta perciò di grande interesse per la valutazione della qualità dell'aria. Inoltre presenta una grande variabilità spaziale e temporale, anche su tempi molto brevi. Arbol permetterà di estrarre le informazioni fisiche sull'aerosol dallo studio dell'aureola solare. A questo scopo, sarà dotato di un sistema ottico di raccolta della luce, un sistema di puntamento e inseguimento (tracker), dispositivi di geolocalizzazione e sensori dei parametri ambientali (temperatura, pressione, umidità). Per lo sviluppo di Arbol è prevista una stretta sinergia con gli altri due Progetti operativi dell'UdR GAIA, Srs e Dat, collegati rispettivamente il primo al tracker per lo sviluppo della parte ottica di puntamento e della parte meccanica di inseguimento del Sole, il secondo alla parte hardware di elettronica e software di preprocessamento del dato. La peculiarità del sistema ARBOL, che dà allo strumento il proprio valore autonomo all'interno del Programma di ricerca dell'UdR GAIA, risiede nel fatto che non esegue un campionamento puntuale dell'atmosfera per l'analisi della concentrazione degli aerosol, bensì una misura integrata, meno influenzabile dalle condizioni locali del punto di installazione dello strumento, perciò potenzialmente più affidabile dal punto di vista del risultato. Attualmente non esiste uno strumento del genere, e risponde all'ormai stabile attenzione dell'opinione pubblica relativamente a particolato e aerosol, a causa del rischio per la salute e dell'attenzione per l'ambiente.

 

Nei mesi di novembre e dicembre ha preso avvio il WP2 che ha come obiettivo di definire in modo rigoroso le caratteristiche tecniche per l'integrazione dei diversi componenti del sistema (bolometri, interfacce, raccolta luce, maschere multiwavelength, inseguitore). Il pacchetto è sviluppato in stretta sinergia con il Progetto operativo Srs, tenendo debitamente conto delle differenti tipologie di sensori.

 

Progetto Dat (analisi DATi e modellistica):

 

L'obiettivo del Progetto Dat è realizzare una scheda elettronica con un innovativo sistema integrato hardware e firmware in grado di trattare il flusso dei cosiddetti Big Data in modo semplice e intuitivo, nel particolare caso del monitoraggio ambientale. Il flusso di dati avrà origine da sensori collegati a Dat, poi sarà vettoriato tramite rete dati al centro di calcolo.

Dat è caratterizzato dal forte utilizzo di codici di calcolo per l'analisi di grandi quantità di dati provenienti da diverse tipologie di strumenti. Si tratta di un approccio ormai predominante in vari settori delle Scienze naturali e dell'industria. Il risultato sarà un sistema che si ambienta nei campi emergenti dell'Internet of Things (IoT), e Internet of Data (IoD), a basso costo, polivalente e dotato di geotagging. Dat sarà quindi potenzialmente inserito in un settore di mercato fortemente in crescita e al quale anche piccole realtà come quella valdostana possono contribuire in modo energico, sia dal punto di vista del tessuto industriale, sia della ricchezza del territorio. Questo infatti, grazie alle sue peculiarità, rappresenta un test significativo per il monitoraggio ambientale.

 

Il core business di EnviSens Technologies, partner impresa dell'UdR, è la produzione di strumentazione per la meteorologia, l'analisi ambientale e la navigazione. In tutti questi campi il mercato non chiede più solamente lo strumento che fornisce il dato, ma esige che ne sia estratta subito, in modo automatico, l'informazione utile e che sia poi questa a essere fornita in output. L'utente quindi riceve già un'elaborazione, analisi o interpretazione della misura compiuta. Così avviene per la radar meteorologia, dove non è sufficiente mostrare dove piove in tempo reale, ma anche qual è la tendenza e i possibili effetti al suolo. Perciò è diventato necessario investire nella capacità di analisi autonoma dei dati. Tale tipologia di elaborazione potrà essere adattata anche ad altri casi applicativi.

 

Nei mesi di novembre e dicembre si è lavorato al WP2 che ha come obiettivo di realizzare un benchmark di dati provenienti da sensori già presenti sul territorio, a cui riferire l'attività successiva di sviluppo della strategia di acquisizione dei dati dai sensori diffusi e della relativa analisi.

 

Progetto Srs (Spettro Radiometro Solare) :

 

Il sistema Srs utilizzerà uno spettroradiometro, cioè uno strumento costituito da un radiometro accoppiato a un monocromatore in modo da misurare l'energia radiante emessa da un corpo in un definito intervallo di lunghezze d'onda. Il Progetto non riguarda la costruzione dello spettroradiometro, che sarà acquistato da terze parti. L'aspetto originale risiede nella particolare procedura di calibrazione, che sarà elaborata ad hoc durante il Progetto operativo, che permetterà di ottenere le performance per questo genere di strumenti, a livello scientifico e di applicazioni industriali, però con un significativo contenimento dei costi in termini di spesa e di tempo. Tale procedura di calibrazione dello spettroradiometro richiede un'accurata conoscenza del problema fisico in esame. Queste conoscenze fanno parte del bagaglio di conoscenze dei ricercatori del capofila CINFAI e dei partner ARPA VdA e OAVdA, ma da punti di vista differenti. Srs sarà inoltre dotato di un inseguitore per il puntamento e il tracking ottico del Sole in modo autonomo e plug & play, anch'esso sviluppato nel Progetto operativo. Grazie a questi due elementi di innovazione, calibrazione e inseguitore, si otterrà uno strumento in grado di misurare l'irradianza spettrale diretta in modo automatico durante tutto il dì, mentre il Sole compie il suo arco in cielo per il moto diurno apparente. Da questa grandezza è possibile trarre informazioni sulle proprietà degli aerosol in aria, in particolare i due parametri alfa e beta comunemente utilizzati nella parametrizzazione di Angstrom: il primo dipende dalla dimensione prevalente delle particelle sospese, il secondo dalla loro concentrazione numerica. Per lo sviluppo di Srs è prevista una stretta sinergia con gli altri due Progetti operativi dell'UdR GAIA, Arbol e Dat, collegati rispettivamente il primo alla raccolta di dati sull'aureola solare complementari a quelli ottenibili con SRS, il secondo alla parte hardware di elettronica e software di preprocessamento del dato.

 

Nei mesi di novembre e dicembre si è lavorato al WP2 i cui obiettivi sono: acquisire lo spettroradiometro, sulla base delle risultanze del WP1; analizzare preventivamente le criticità del sistema; preparare la fase di collaudo in laboratorio della strumentazione, che prevede l'utilizzo del Laboratorio Eliofisico dell'OAVdA e i laboratori a disposizione di ARPA VdA.

 

In data 20 dicembre 2016 , nella sede del capofila CINFAI a Espace Aosta, si è svolta la prima visita di monitoraggio da parte dei referenti regionali. I ricercatori dei partner dell'UdR GAIA hanno illustrato i lavori svolti e quelli in corso, con piena soddisfazione di tutti i partecipanti.

 

CONVEGNI / CONGRESSI

 

Meeting sui corpi minori del Sistema Solare

Per la cronaca: i corpi minori del Sistema Solare sono gli asteroidi, le comete e i meteoroidi (questi ultimi quando entrano nell'atmosfera terrestre danno luogo alle meteore).

Nel fine settimana del 12-13 novembre all'Osservatorio Astronomico della Montagna Pistoiese si è tenuto il 4° meeting sui corpi minori della UAI, l'Unione Astrofili Italiani.

I lavori si sono aperti con il saluto di Alice Sobrero, assessore alla cultura del comune di San Marcello Pistoiese e di Luciano Tesi, il Presidente del GAMP (Gruppo Astrofili della Montagna Pistoiese), che gestisce l'osservatorio comunale.

Durante il meeting, che ha visto la partecipazione di ben 70 persone provenienti da tutta Italia, astronomi e astrofili hanno esposto e dibattuto sui risultati ottenuti. Si è spaziato dalla astrometria dei NEA alla fotografia delle comete alla detection delle meteore; dalla fotometria degli asteroidi alla spettroscopia delle loro superfici. Marco Fulle, dell'INAF-Trieste, ha esposto i risultati ottenuti dalla missione Rosetta dell'ESA sulla costituzione fisica del nucleo della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko che mostra un rapporto polvere/ghiaccio molto più alto di quanto ci si potesse aspettare.

Fra i relatori invitati c'era anche Albino Carbognani, ricercatore dell'OAVdA responsabile del Progetto Asteroidi, che ha tenuto un talk sul perché sia importante fare la fotometria degli asteroidi, mostrando i risultati ottenuti negli ultimi anni in OAVdA.

 

EVENTI DIVULGATIVI

 

Martedì 6 dicembre alle ore 21,00 si è svolta la Conferenza di stagione - Autunno 2016 presso la Sala conferenze della Biblioteca regionale di Aosta. La conferenza PANORAMI EXTRASOLARI. Proxima b e i pianeti delle stelle vicine al Sole tenuta dal ricercatore dell'OAVdA Davide Cenadelli, Ricercatore all'OAVdA, responsabile per la Fondazione Clément Fillietroz-ONLUS del progetto ESO Astronomy Camp, è stata uno dei primi due appuntamenti divulgativi organizzati per diffondere i risultati, ottenuti nel corso dell'anno 2016, del progetto di ricerca “Dal cielo alla Terra, dalla Terra al cielo: una ricerca astronomica sulle nostre origini” che si è svolto in OAVdA con il contributo della Fondazione CRT. La conferenza è stata introdotta dal Consigliere Ugo Curtaz, membro del Consiglio di indirizzo della Fondazione CRT, che ha spiegato le ragioni per cui dal 2008 la fondazione bancaria sostiene le attività della Fondazione Fillietroz. Un indirizzo di saluto è stato rivolto ai partecipanti dal Coordinatore del Dipartimento regionale Soprintendenza per i beni e le attività culturali, Roberto Domaine. Durante la serata Cenadelli ha parlato dei pianeti nostri ‘vicini di casa', utilizzando anche il software interattivo NASA's Eyes, prodotto dall'agenzia spaziale statunitense, per capire come sono fatti e se possono ospitare un ambiente potenzialmente adatto alla vita come noi la conosciamo.

 

Domenica 18 dicembre si è svolta la quarta edizione di Noël Nevèn, il mercatino natalizio organizzato dal Comune di Nus in collaborazione con le Parrocchie Sant'Ilario e Saint-Barthélemy, l'Istituzione Scolastica Mont Emilius 1 e le numerose associazioni che operano sul territorio.

Sono state allestite quaranta postazioni distribuite tra i vicoli del borgo ed uno di questi banchetti proponeva la vendita di prodotti realizzati dai bambini e dalla popolazione il cui ricavato è stato destinato ai terremotati del Centro Italia.

 

EVENTI DIDATTICI SPECIALI

 

Da martedì 8 a martedì 29 novembre si è svolto il secondo Corso avanzato di astronomia dell'OAVdA. Il Corso era consigliato a chi possiede una cultura astronomica di base, dagli insegnanti agli astrofili, e costituiva la naturale prosecuzione del percorso per chi ha già frequentato altri corsi di astronomia, organizzati dalla Fondazione o altri istituti. Anche questa seconda edizione è stata curata da Albino Carbognani, autore di decine di lavori scientifici e di pubblicazioni di divulgazione.

Il Corso era suddiviso in lezioni teoriche e pratiche. Le lezioni teoriche si sono svolte nella Sala Associazioni della Cittadella dei giovani ad Aosta mentre la lezione pratica si è svolta in OAVdA e ha previsto l'utilizzo del Telescopio Principale da 81 cm, recentemente rinnovato nella configurazione ottica.

Durante l'ultima lezione, trascorsa nella Sala di controllo dell'OAVdA, i corsisti hanno seguito il lavoro di ricerca sugli asteroidi, potendo assistere alla conferma di un asteroide near-Earth scoperto poche ore prima. Il 1° dicembre infatti il Minor Planet Center ha battezzato questo nuovo asteroide 2016 WX9 e pubblicato la circolare MPEC 2016-X05 che ne annunciava la scoperta alla comunità scientifica internazionale.

Tanta la curiosità e le domande poste dai corsisti che hanno visto, con i propri occhi, praticamente in tempo reale, come avviene il processo di conferma e caratterizzazione orbitale degli asteroidi near-Earth.

 

Dal 26 dicembre 2016 al 1° gennaio 2017 si è tenuta la quarta edizione dell'ESO Astronomy Camp. Studiare durante le vacanze di Natale? Per i 53 giovani tra i 16 e 18 anni provenienti da 25 Paesi che lunedì 26 dicembre hanno raggiunto a Saint-Barthélemy non si tratta di una punizione, ma di una scelta. Anzi, di un premio, perché hanno dovuto sottoporsi a un esame per guadagnarsi il diritto di partecipare all'ESO Astronomy Camp, lo stage internazionale di
astronomia che è cominciato proprio la sera di Santo Stefano. Questa è stata la quarta edizione del Camp, organizzato da European Southern Observatory (ESO), la società olandese Sterrenlab e la Fondazione C. Fillietroz-ONLUS. Attraverso la rete di ESO Science Outreach Network sono pervenute 180 domande. Il livello degli aspiranti astronomi era davvero alto e la selezione è stata difficile. ESO, la principale organizzazione intergovernativa per la ricerca astronomica in Europa, gestisce telescopi all'avanguardia, posti sulle Ande cilene, che ne fanno l'osservatorio astronomico più produttivo al mondo. ESO ha uno standard qualitativo altrettanto alto anche per la didattica. La collaborazione per il Camp è quindi un importante riconoscimento della competenza dei membri del nostro staff, capaci di spiegare, in inglese, argomenti complessi di scienza e tecnologia a studentesse e studenti di culture diverse e con preparazioni differenti.

I ricercatori di Osservatorio Astronomico e Planetario, oltre a condurre in prima persona le attività didattiche, sono anche responsabili del programma scientifico del Camp, insieme ai colleghi di ESO e di Sterrenlab, società olandese organizzatrice di eventi di comunicazione e didattica della scienza. Il tema di quest'anno era l'Universo visibile e l'Universo nascosto.

I partecipanti hanno seguito lezioni, attività pratiche, osservazioni a occhio nudo e con lo spettroscopio messo a disposizione dallo Science Centre di Aosta, gestito dalla Sovraintendenza agli Studi dell'Assessorato regionale a istruzione e cultura ma anche attività di gruppo, come escursioni sulla neve, che alcuni dei partecipanti non hanno mai visto, la gita a Cervinia organizzata insieme al Comune di Valtournenche e la festa di Capodanno, celebrata gustando insieme i piatti tipici valdostani preparati dall'équipe dell'Ostello per la gioventù di Lignan, dove gli studenti hanno alloggiato durante la manifestazione.

La quarta edizione dell'ESO Astronomy Camp si è conclusa proprio il 1° gennaio 2017, quando per i giovani partecipanti è cominciato il viaggio di ritorno verso casa.

 

ALTRI EVENTI

 

Lunedì 5 dicembre è andata in onda poco prima delle ore 20.00, sulle frequenze di Rai Vda, la seconda puntata di “Una notte con”, trasmissione realizzata da FrameDivision dedicata a chi lavora di notte in Valle D'Aosta. Questa puntata, girata in OAVdA il 27 settembre da una troupe composta dalla giornalista Alexine Dayné e dai colleghi Alessio Zemoz e Michel Domaine, ha avuto come protagonista la ricerca scientifica dell'Osservatorio Astronomico, tra Saint-Barthélemy, il Polo Sud e gli spazi siderali. L'obiettivo della puntata era di riprendere il lavoro degli astronomi dell'OAVdA.

 

EVENTI ISTITUZIONALI

 

Lunedì 19 dicembre si è tenuta la settima riunione per il 2016 del Consiglio di Amministrazione della Fondazione C. Fillietroz-ONLUS.


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